I testi e le immagini di questo sito, comprese tutte le parti scaricabili, sono di esclusiva proprietà della Union de i Ladis de Anpezo (U.L.d'A.). Ne è vietata la riproduzione e la pubblicazione su siti Internet o su supporti cartacei senza il preventivo consenso scritto della U.L.d'A. Ci si riserva di perseguire ogni abuso a norma di legge.
Testi: Stefano Lorenzi
Immagini: archivio U.L.d'A.
Web design: Stefano Lorenzi e Monica Burba
LE RAGIONI DEL REFERENDUM LADINO A CORTINA, COLLE SANTA LUCIA E LIVINALLONGO DEL COL DI LANA
Diritti dei Ladini
Con la stabilizzazione dell’autonomia delle province di Trento e Bolzano, prevista dagli accordi internazionali di Parigi, anche i Ladini inseriti in queste due province (Val Badia, Gardena e Fassa) ottennero alcuni diritti fondamentali per la loro sopravvivenza:
- trasmissioni ladine alla Radio (1946) e alla TV (1988),
- presenza del ladino nelle scuole dell’obbligo (1948),
-riconoscimento come terzo gruppo linguistico (1951),
- rappresentanza politica garantita (1972),
- intendenza scolastica ladina (1975),
- ripartizione dei posti pubblici secondo il sistema proporzionale (1976),
- uso amministrativo del ladino (1989).
Da tutti questi diritti i Ladini dei tre comuni di Ampezzo, Colle e Livinallongo (sebbene appartenenti storicamente allo stesso ceppo ladino dolomitico) rimasero invece esclusi, in quanto facenti parte della regione Veneto.
La negazione di ogni particolarità ladina all’interno di questa regione spinse i tre comuni a chiedere reiteratamente il passaggio alla provincia di Bolzano nel 1947, 1964, 1973, 1974 e 1991. Le ragioni di tale richiesta rimanevano esclusivamente
storiche, linguistiche e culturali, mai economiche (ancora negli anni 1970 la provincia di Bolzano a prevalenza agricola era molto più povera del Veneto industrializzato).