Un'inedita raccolta di 47 cartoline storiche di Cortina e dintorni dagli anni '20 agli anni '50
Il
castello di Botestagno. Tinkhauser. Innsbruck, Museum Ferdinandeum Immagini tratte da "Il castello di Botestagno in Ampezzo", G. Richebuono, Regole d'Ampezzo, 1994
Capitolo 12 - Giuseppe II contro le autonomie
Abbiamo detto che i quattro secoli di Ampezzo sono stati un felice periodo di libertà ma, naturalmente, non tutti alla stessa maniera. Le autonomie che Massimiliano aveva promesso di lasciare ad Ampezzo e che ad ogni cambio sul trono di Vienna gli ampezzani s'erano battuti perché fossero confermate subirono un primo stop nel 1780 circa, sotto l'imperatore Giuseppe II. Durante il suo breve regno egli riuscì ad imprimere alla monarchia più scossoni di ogni altro, superando difficoltà di ogni genere, scontrandosi duramente con la chiesa e gli altri cosidetti "poteri forti" che lo portarono anzitempo alla tomba. Nei secoli in Austria erano sorte migliaia di conventi e luoghi religiosi che di religione ormai non ne conservavano quasi più. La sua prima riforma fu di chiudere tutte le strutture che si occupavano (o dicevano di farlo) di beneficenza, assistenza pubblica, istruzione incombenze che stabilì spettare allo Stato. A Cortina vennero chiuse al culto la chiesa di santa Caterina, il cui mansionario era anche maestro dei bambini; la chiesa di San Nicolò ad Ospitale, giacchè la burocrazia lesse in quel nome il sinonimo di "ospedale" e non era vero; e la cosiddetta "scuola dei battuti" che, da secoli, accoglieva e assisteva i pellegrini e con loro pregava nella chiesa della Difesa che, di conseguenza, venne pure serrata al culto. L'assistenza pubblica fu demandata al Comune, e così pure l'istruzione scolastica che venne sottratta al clero e affidata al mondo laico.
Contestualmente vennero proibite le processioni religiose fuori dei confini di parrocchia. A Cortina si andava annualmente con le croci, in corteo, alla Madonna delle Grazie di Dobbiaco, alla SS Trinità di Andraz e a San Canciano di Borca, da allora l'usanza è caduta.
Il secondo (o primo?) passo fu l'introduzione in tutta la monarchia del codice penale, già impostato da sua madre Maria Teresa, al quale presto seguì anche il varo del codice civile. Per Ampezzo significava dare addio ai gloriosi Statuti e al pacchetto di privilegi che ad essi erano collegati, il monopolio dei trasporti, l'esenzione del servizio militare, la giurisdizione civile e penale, l'appello a Udine, la franchigia fiscale, ecc.
Infine una gran quantità di fortezze che le artiglierie avevano reso irrimediabilmente obsole e inutili, vennero dismesse dal sistema difensivo dell'impero. Di conseguenza il 28 marzo 1782 andava all'asta il castello di Botestagno con i suoi nove, forse dieci, secoli di gloria.
La storia d'Ampezzo girava pagina, un'altra volta ancora, perdendo antichi diritti esclusivi ma compiendo un passo verso la modernità.