Home Page Cortina d'AmpezzoOfferte Promozionali
Dolomiti.org > Cortina > Storia
English | Deutsch |
Cortina d'Ampezzo
"La Storia di Cortina d'Ampezzo" di Mario Ferruccio Belli
Introduzione e biografia dell'autore
1 Tre cacciatori nella Preistoria
Paleolitico, Mesolitico, Neolitico
2 Il tempo della scrittura
3 I Romani sul Civetta
Zuglio Carnico, Valle di Cadore, Aguntum, Sebatum, Feltre, Merano
4 Il buio con i Longobardi, Franchi e Ottoni
5 Il nome sulla pergamena.
Lunga vita a Botestagno
6 I Signori Da Camino, crociate e affari
7 Il buon Bertrando
8 A Venezia a Venezia!
9 La Vita all'ombra del Leone
10 La guerra una domenica pomeriggio
11 Ampezzo piccola Repubblica
12 Giuseppe II contro le autonomie
13 I Francesi e la libertà. Muore Venezia, nasce il Lombardo Veneto
14 Il '48 e le riforme della modernità
15 Inglesi, Tedeschi, Americani, Francesi e la nuova St Moritz
16 Sarajevo e il fango della Galizia
17 Ventinove mesi sulle Tofane
18 I primi dieci anni in Orbace
19 Giulivamente verso il baratro
20 Le Olimpiadi invernali del 1956

La Grande Guerra
Progetto Interreg II
Pagina indice

Cenni storici generali
La storia del Passo Falzarego
La zona del Passo Falzarego è stata nei secoli un'importante via di comunicazione tra le valli ladine d'Ampezzo, Livinallongo e Val Badia
La storia dell'area Cinque Torri/Averau
I segni che l'uomo ha lasciato nell'area delle Cinque Torri - Averau sono molteplici ed antichi
La compagnia di Schützen
Un tempo, nelle valli alpine, la difesa territoriale spettava a volontari.

Cartoline d'epoca
Gallery
Un'inedita raccolta di 47 cartoline storiche di Cortina e dintorni dagli anni '20 agli anni '50
Cortina nel 1865 con il Sorapis e l'Antelao.

Il disegno figura in uno dei primi libri scritti da turisti inglesi: il famoso "The Dolomites mountains" di J. Gilbert e G. C. Churchill

Capitolo 15 - Inglesi, Tedeschi, Americani, Francesi e la nuova St Moritz

Il primo ad ammirarle, ma da lontano, e con l'occhio dello scienziato, era stato ai tempi di Napoleone il francese Deodat Gratet de Dolomieu. A percorrerle, veramente en touriste, sono nel 1861 gli inglesi. J.Gilbert e G.C.Churchill che spalancano la valle d'Ampezzo al mondo anglosassone col celeberrimo libro The Dolomites Mountains, pubblicato a Londra tre anni dopo. Nel 1862 a fare il pioniere per i tedeschi è Paul Grohmann da Vienna; il suo manuale di viaggio, altrettanto importante, anche se più alpinistico che turistico, è intitolato Wanderungen in den Dolomiten. A far conoscere agli americani il nostro mondo incantato sono due giornalisti dell'Harper's di New York, nel 1879. Ma ci sono anche le donne; e qui il primato indiscutibile spetta ad Amelia Barbara Edwards che, dopo aver percorso "pericolosamente" le vallate, soggiornando con piena soddisfazione all'albergo Aquila Nera di Cortina, scrive il delizioso Untrodden peaks and unfrequented valleys arricchito da ineguagliabili litografie. Poi verrà il francese A travers le Tyrol par Jules Gourdault (1884) e ancora inglesi, tedeschi e italiani. Nel raggiungere Cortina, o nel lasciare la conca, molti percorrono la strada di Alemagna. Tutti vi si avvicinano in ferrovia. Le prime ad essere costruite sono quelle del Brennero e la Milano-Venezia. In Ampezzo si comprende subito l'importanza del nuovo mezzo di trasporto e sorgono comitati per averne un tronco con la Pusteria, dove sta avanzando la Südbahn. Purtroppo il sogno si realizzerà soltanto dopo la prima guerra mondiale.

Sui giornali alpinisti e viaggiatori descrivono Ampezzo come centro turistico emergente e lo paragonano a Saint Moritz. Per decenni quel luogo di soggiorno svizzero sarà il punto di riferimento cui tendere.

Intanto il rivolo d'oro che esce dai boschi, favorito e incrementato dalla nuova strada, consente le grandi opere di ammodernamento. Fra il 1837 e il 1841 la Comunità costruisce il solido palazzo degli uffici governativi, giusto in tempo per alloggiarvi il nuovo Giudizio distrettuale. Oggi è la sede del Comune. Quasi negli stessi anni si costruisce, accanto alla chiesa della Difesa, l'ospedale inaugurato durante la rivoluzione del '48. Fra il 1850 ed il 1858 il geniale artigiano Silvestro Franceschi costruisce l'ardito campanile. Nel 1855, dopo il riconoscimento dell'"imperial regia scuola d'arte per la lavorazione del legno", il Comune costruisce il nuovo edificio dal quale sono uscite generazioni di maestri artigiani. Il fervore edilizio contagia pure l'imprenditoria privata.

Nel 1862 tal Adriano Cambruzzi da Valdobbiadene apre la prima farmacia a Cortina, godendo di agevolazioni ed appoggi della Comunità. Il 26 giugno 1893 don Alfonso Videsott, originario della Val Badia, assieme ad altri quattro imprenditori ampezzani, deposita all'i. r. Tribunale del commercio in Bolzano la domanda di iscrizione della "Società cooperativa per aquisto e smercio di generi registrata a garanzia limitata in Ampezzo". E' nata la Cooperativa. L'anno dopo (1894) lo stesso dinamico sacerdote, che è cappellano della parrocchia, raccoglie trentacinque agricoltori e artigiani e assieme danno vita alla "Società di casse di prestiti e di risparmio in Ampezzo". E' l'odierna Cassa rurale e artigiana.

Se gli ingegneri dell'Alemagna avevano preso alloggio all'Aquila Nera, esistente fin dal 1780, gli ufficiali di Radetzky potevano già scegliere fra quello, l'hotel Croce Bianca, l'hotel Stella e la locanda Ancora. Nel 1864 Michele Dandrea costruisce l'osteria al Parco oggi albergo San Marco. Nel 1878 nasce l'hotel Cortina di Angelo Apollonio, già segretario della Comunità, che vanta il primato d'essere da più anni gestito dalla stessa famiglia. Nel 1890 nasce l'albergo Tre Croci di Giuseppe Menardi; nel 1891 il Vittoria di Agostino Manaigo; nel 1892 il Parc hotel Faloria di Luigi Menardi; nel 1893 Giovanni Alverà Santabella apre il Bellevue; nel 1894 Angela Colli ottiene la licenza per l'Alpenrose di Fiames; nel 1895 vengono rilasciate tre nuove licenze: ad Amadio Girardi per l'albergo omonimo; a Giuseppe Ghedina, maestro della scuola d'arte, per una locanda alla Verra; e a Francesco Bernardi per l'albergo Ospitale, ricavato dal venerando ospizio. Nel 1898 aprono due nuovi alberghi sul Pocòl: il Tofana di Basilio de Zanna e il Pocòl di Antonia Lacedelli.

Il censimento di fine secolo segnala nel comune d'Ampezzo 17 alberghi con 530 letti. Nell'estate del 1900 risultano dai registri degli ospiti 7059 arrivi. La crescita di nuovi esercizi continua.

Nel 1901 Giuseppe Menardi inaugura il Cristallo Palace; nel 1902 Romeo Manaigo apre il Miramonti Majestic e Serafino Majoni l'albergo Majoni. Nel 1904 Angelo Menardi Malto, in previsione dell'imminente apertura della nuova strada delle Dolomiti, apre sul Falzarego un albergo, mentre a Cortina Gottardo Manaigo rinuncia al servizio prestigioso di Postmeister, che la sua famiglia gestiva fin dal 1832, ed apre l'hotel Post .

Si va verso una stagione invernale favoriti dal clima mite e dall'insolazione che rende Ampezzo unica in tutta la monarchia danubiana. Nelle relazioni sullo sviluppo turistico, che il capocomune invia al governo di Vienna, il tabù di St Mortiz comincia a cadere. Si afferma, con orgogliosa sicurezza, che Cortina, ferrovia a parte, forse è meglio. Sui depliants appaiono le definizioni "perla delle Dolomiti" e "regina delle Alpi".

Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite















Ferrovia delle Dolomiti, 1920 (circa), prima della elettrificazione







Hotel Faloria, 1907 circa. Oggi Istituto Linguistico "Orsoline".
Foto P. Breveglieri, Belluno








Hotel Posta.
Cartolina datata
1908 (?)





Hotel Des Alpes nel 1910, oggi ospedale Codivilla. Foto P. Breveglieri, Belluno




Hotel Cortina. Acquerello di anonimo








Hotel Savoia e sullo sfondo gli alberghi Cristallo e Faloria.
Foto Giacinto Ghedina
Richiesta informazioni turistiche | Privacy & Disclaimer | Cortina Turismo - Via Marconi, 15b - Cortina d'Ampezzo (BL) - P.IVA 00290090257