Correva l'anno 1862...
La storia dell'alpinismo a Cortina ha inizio nel 1862 con l'arrivo in paese di un giovane viennese: Paul Grohmann. Appassionato di montagna, era arrivato fino qui con la precisa intenzione di arrampicarsi sulle Dolomiti, che aveva adocchiato di lontano dalla cima del Glossglockner. Poichè non conosceva i posti, cercava tra i locali dei compagni di esplorazione e li trovò tra coloro nella valle che avevano l'abitudine di salire in montagna a caccia di camosci.
Dal diario di Grohmann, 23 agosto 1863 "...questi uomini erano guardaboschi, cacciatori di camosci o contadini, ma nessuno era guida. Tutti però facendomi da guida nelle ascensioni che pur compivano per la prima volta, tutti senza eccezione andarono oltre ogni aspettativa."
Un anno dopo l'altro Grohmann torna a Cortina e, insieme al piccolo gruppo che si è stretto intorno a lui, affronta le cime circostanti. La Tofana di Mezzo è ricordata per essere stata la prima delle cime della Valle d'Ampezzo conquistata, ma Grohmann e amici non si limitano ad essa nei loro "viaggi", come li chiamano. Pelmo, Antelao, Tofana di Rozes, Sorapiss, Marmolada di Penia, Cristallo..., piano piano tutte le vette cadono ai loro piedi, e il gruppo di ampezzani inizia a guardare le montagne con occhi diversi, non più alla ricerca di camosci bens alla ricerca di crode, di cenge e di vie che aprano la strada alle vette.
Se Grohmann lanciò la sfida, gli ampezzani la raccolsero. Nessuno dei "compagni" di Grohmann fu guida professionista - rimase per loro sempre un secondo mestiere -, non di meno le imprese che compirono e l'entusiasmo con cui si dedicarono alle ascese ha reso mitico l'inizio della storia delle guide d'Ampezzo che continua ancor oggi.