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Dagli anni Trenta è gestito dalla famiglia "Lelo": chi varca la sua soglia è accolto dalla cordiale simpatia dei gestiori "Berto" e Ines.
Fermatevi a gustare i piatti tipici locali, i casunziéi, i chenédi, la minestra d'orzo, preparati da figlio Massimo.
Da non perdere le tagliatelle ai funghi porcini.
Fatevi tentare dal pane fragrante appena uscito dal forno.
Provate ad assaggiare lo strudel di mele, coccolati dal tepore della grande stufa in maiolica, magari dopo aver trascorso la notte in rifugio.
Sicuramente tornerete a trovarci.
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