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Indiscusso paradiso naturale, il rifugio si trova in un luogo magico, al cospetto dei colossi di Croda da Lago, Croda Rossa, Pomagagnon, Cristallo, Sorapiss e del Becco di Mezzodì.
Lontano dalla confusione, è facilmente raggiungibile a piedi, con la mountain bike, gli sci d’alpinismo e le ciaspe. E’ gestito dalla guida alpina Modesto Alverà e dalla moglie Monica che hanno saputo mantenere lo stile “vecchia maniera” dei rifugi storici di un tempo (è stato costruito nel 1901!).
Il rifugio è amato dagli appassionati di slittino, che al ritorno possono scendere lungo la strada innevata lunga 7 chilometri.
Tra le sue mura si respira un’atmosfera gioiosa che solo l’armonia di una famiglia numerosa può dare. Modesto e Monica infatti, lavorano assieme ai cinque figli.
Il lago di Fedèra, straordinario gioiello in questo scrigno, si estende di fianco al rifugio. E’ un bellissimo parco giochi per bambini, nelle sue acque vivono varoni, molluschi e tritoni alpestri.
Si suppone che il lago sia alimentato da una o più sorgenti sotterranee, anche se di diverso parere è Angelica, la più piccola di casa. Secondo Angelica l’origine è da ricercare in un’antica leggenda: un drago perfido, invidioso della fiorente città di Miliera, fondata a Fraina dall’avventuriero Zan de Rame e dalla sua compagna Donna Dindia, dopo averla distrutta, tornò quassù fra i monti. Esso scavò una conca ai piedi della parete, dove si adagiò per crogiolarsi al sole. Con il tempo l’acqua scesa dai nevai riempì la conca, formando così il lago in cui si specchia Croda da Lago…A chi credere? A voi la scelta.
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