San Vito di Cadore ha festeggiato nell'estate 2006, con una mostra di grande rilievo, il più vecchio montanaro che si conosca, quell’”uomo di Mondeval” il cui scheletro fu scoperto quasi per caso nel 1987, a 2200 metri di quota, in territorio sanvitese.
Per saperne di più su questa ed altre iniziative:
www.mondeval.dolomiti.org
Una scoperta archeologica di eccezionale valore. Nel 1985, in un ampio pianoro, situato a 2150 metri di altitudine, tra il massiccio del Pelmo e i "lastoi di Formìn", in territorio di San Vito di Cadore, è stata scoperta la tomba di un cacciatore preistorico vissuto circa settemila anni fa. Accanto allo scheletro, sistemato in posizione supina, una grande quantità di oggetti di pietra scheggiata, utensili e ornamenti in osso e denti di cervo.
Frammisti al terriccio, gli archeologi hanno trovato numerosissimi resti ossei di animali.
Il cacciatore delle Dolomiti era alto circa un metro e settanta, morto probabilmente per una frattura alla colonna vertebrale. Fu sepolto sotto un grande riparo roccioso insieme agli oggetti che gli erano stati utili in vita.
L'"uomo di Mondeval" è ora conservato nel museo di Selva di Cadore. A Mondeval però continuano gli scavi sotto la guida del prof. Antonio Guerreschi dell'Università di Ferrara.
Mondeval, magnifico sito di grande suggestione paesaggistica, è raggiungibile dal Passo Giau attraverso Forcella Giau in neanche due ore di cammino.
Guida e fonti storiche: Mario Ferruccio Belli, giornalista e scrittore.