Prima della Grande Guerra era luogo frequentato da fanti e da salmerie impegnate a trasportare sulla cima materiali e munizioni. Era, il monte, una roccaforte della linea Maginot italiana che gli strateghi romani avevano ideato, a cavallo del se-colo, per fermare l'offensiva che sarebbe giunta da nord.
Dopo il conflitto, l'uomo si è occupato delle opere di pace da realizzare lassù, un luogo straordinario di silenzio e di serenità, dove il tempo si era affrettato ad inghiottire molte delle testimonianze lasciate negli anni bui.
Oggi quel ricordo si è coperto di concretezza: il monte, con i segreti nascosti nelle sue viscere, è diventato ricettacolo della cultura della montagna, il luogo della pace universale. Il forte si è trasformato in museo della montagna. La Regione Veneto, e il suo dinamico assessore Floriano Pra, ci ha creduto e ha disposto un cospicuo investimento. E Reinhold Messner, il più grande alpinista vivente, amico sincero di Cibiana e di Valle, farà rivivere i fantasmi del passato rivestendoli degli abiti sontuosi della cultura, dell'arte, del lavoro. Una struttura concepita per la guerra si è piegata docilmente a farsi alleata degli ideali che uniscono gli uomini tra di loro.
Che idea straordinaria! Da lassù si dominano tre valli; due colossi dolomitici tra i più famosi sono le sentinelle rassicuranti di una dorsale rocciosa, coperta di licheni e di muschi, paradiso di cacciatori e di turisti che amano la quiete, la riflessione meditabonda e il conforto della scienza. Un sentiero naturalistico che avvolge il monte aiuterà a scoprire nuove emozioni. Così come l'incontro con la piccola mandria di yak dell'Himalaya, portati qui da Messner.
Il forte, ossatura massiccia di un impianto capiente e riparato, è diventato la sede di un racconto affascinante.
A ottant'anni di distanza, la colomba della pace si è nuovamente posata. E ha scelto il “museo tra le nuvole” per diffondere un messaggio universale: quello di dare risposta all'uomo in cerca di se stesso e dei perchè della vita.
Come arrivarci
In auto fino a Forcella Cibiana; da qui, a piedi, in due ore, seguendo la vecchia strada militare in costante, modesta salita, si raggiunge la vetta del Rite e il museo; oppure, in mezz'ora con il servizio navetta.