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Il territorio |
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Zoldo nella storia |
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L'area zoldana è conosciuta sin dal XIII secolo come importante centro minerario. Il comune di Zoldo Alto, che è oggi una nota stazione di villeggiatura estiva ed invernale situata nell'alta valle omonima, è formato dalle nove frazioni di Brusadaz, Coi, Costa, Fusine (1177 m), Iral, Mareson, Palavera, Pecol (1338 m) e Pianaz.
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| Come arrivare in Val Zoldana |
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Con l'auto la via più veloce dalla pianura è attraverso l'autostrada A27 fino all'uscita Pian di Vedoia (fine autostrada). Proseguire per Longarone e da qui imboccate la strada ex statale 251 sulla sinistra (si trovano prima l'insegna Val di Zoldo e poi Valzoldana) per circa 30 km
Gli aeroporti più vicini sono Treviso (100 Km) e Venezia (120 Km)
La stazione ferroviaria più vicina si trova a Longarone sulla linea ferroviaria da Calalzo a Padova, Venezia e Milano. Da qui servizio di autobus Belluno-Longarone-Pecol della Dolomiti Bus (tel. 0437-341167)
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I primi insediamenti nella Valle di Zoldo avvennero sicuramente attraverso i valichi a nord per l'uso dei pascoli e, successivamente, per lo sfruttamento delle miniere di ferro e di piombo. La lavorazione del ferro, in parte estratto nelle miniere zoldane, in parte condotto da vicini giacimenti oltre il passo Staulanza, fu principalmente caratterizzata dalla produzione di chiodi. Tale attività fu la principale e non ricca fonte di reddito degli Zoldani dal 1200 fino verso la fine del 1800.
Verso la fine del secolo scorso l'economia della Valle subì un forte tracollo a causa di due disastrose alluvioni ( 1882 e 1890) che distrussero le officine poste lungo i corsi d'acqua, inoltre era iniziata la produzione industriale che offriva a prezzi concorrenziali i chiodi fatti con le macchine.
Iniziò così il triste periodo dell'emigrazione: Zoldo si spopolò.
Nel periodo fra le due guerre l'intraprendenza e la capacità organizzativa degli Zoldani si rilevò con l'apertura di gelaterie nelle principali città e località del nord Italia, in Austria, Belgio, Spagna e soprattutto in Germania.
In seguito, la felice intuizione di un primo gruppo di emigranti di valorizzare la loro Valle con la realizzazione dei primi impianti di risalita nel 1963 e di adeguate attrezzature alberghiere, cui sono seguite contemporaneamente lo sviluppo dell'impiantistica e la ricettività con sistemi all'avanguardia in entrambi i settori hanno portato la Valle di Zoldo ad essere anche una delle stazioni invernali più apprezzate e frequentate in tutta l'area dolomitica.
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