Calalzo di Cadore

Calalzo di Cadore, nota per le sue industrie di occhiali, per le sue Marmarole, uno dei massicci montuosi più grandi delle Dolomiti, e per la straordinaria bellezza naturale di Lagole, è situata sulle sponde del Lago Centro Cadore, a 806 metri sul livello del mare. Il paese ospita una stazione ferroviaria e, grazie alla presenza di strade veloci, è vicino all'ingresso dell'autostrada A27 di Pian di Vedoia.

Credito fotografico Frol

Le peculiarità che contraddistinguono questo paese sono numerose: la Val d’Oten, luogo di particolare interesse naturalistico, permette di intraprendere diverse escursioni che portano alla Capanna degli Alpini, al Rifugio Chiggiato e al Rifugio Galassi, camminando sovrastati dallo splendido Gruppo delle Marmarole e dall’imponente Monte Antelao.
La valle, raggiungibile oltrepassando il centro abitato di Calalzo e proseguendo fino in località Praciadelan, è anche adatta per passeggiate più rilassanti e per meravigliosi picnic al sole, presso le aree attrezzate che sono state realizzate appositamente.
Sul versante opposto, con la loro corona di vette taglienti, si stagliano gli Spalti di Toro con i Rifugi Tita Barba, Padova e Cercenà e tanti sentieri alla portata di tutti, da percorrere alla scoperta delle Dolomiti Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Lagole è un'area di straordinario valore naturalistico e archeologico che si trova tra la stazione dei treni e il lago Centro Cadore. Probabilmente le acque di questa zona sgorgano dal monte Antelao e, dopo aver percorso parecchi chilometri sotto terra, riaffiorano a Lagole a una temperatura di circa 10° C. Qui, a causa delle caratteristiche impermeabili del terreno, danno origine a laghetti, cascatelle e sorgenti che confluiscono nel lago de le Tose, il bacino più grande. Passeggiando in questo magico bosco, oggi si respira un forte profumo di zolfo, indice della presenza di solfati alcalino terrosi nelle acque. Anche in epoche lontane si conoscevano le proprietà delle acque, ricche di sostanze solforose curative per la pelle. Gli scavi effettuati tra il 1949 e il 1960 hanno infatti portato alla luce moltissimi resti che testimoniano la presenza di antichi insediamenti romani e paleoveneti, oggi conservati presso il Museo Archeologico Cadorino. 

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