Escursione al Rifugio Dolomites-Monte Rite di Cibiana

D'ESTATE, il Rifugio Dolomites - Monte Rite (m.2.160) è raggiungibile principalmente dal Passo Cibiana, percorrendo la strada sterrata lunga 7 km, che in circa 2,30 ore di cammino porta in cima. E' disponibile un servizio navetta. 
Salendo, in corrispondenza del primo tornante della strada, si trova la deviazione per il Troi d'Orlando, che rappresenta un'alternativa per raggiungere il Rifugio. E' il sentiero CAI n. 479 che arriva a forcella Deona e quindi in cima al Monte Rite, con tempi di percorrenza pari a circa 2 ore.

Poco sotto al Passo Cibiana, sul versante zoldano, nei pressi della località nota come Quattro Tabià, parte un altro itinerario che permette di arrivare al Monte Rite. Imboccando il sentiero CAI n. 494, si passa per forcella Val Inferna e da qui si prosegue per il sentiero CAI n. 478 fino a forcella Deona e quindi al Rifugio. Tempi di percorrenza circa 2,30 ore. 

Da Vodo, si raggiunge il Monte Rite seguendo la strada per il Rifugio Talamini e poi prendendo a piedi il sentiero CAI n. 478 oppure n. 494. Dal Rifugio Talamini si arriva in cima al Rite in circa 2 ore di cammino.


IN INVERNO,  tutti i sentieri estivi sono percorribili con le ciaspe o con gli sci alpinismo, dopo aver consultato con attenzione i bollettini nivometeo per il pericolo valanghe. La strada in discesa per Passo Cibiana è una divertente pista per slittino. Attenzione: si tratta di una pista non omologata, sprovvista di protezioni e percorsa da sciatori e pedoni, per cui bisogna scendere con cautela. 
Attenzione alla possibile formazione di ghiaccio nella galleria.

Il Rifugio è aperto da maggio a ottobre, nei giorni festivi e nei fine settimana di bel tempo in inverno. Su prenotazione è prevista l'apertura in altri giorni.

per maggiori informazioni

http://www.rifugiomonterite.it

Vicino al Rifugio è situato il famoso "Museo nelle Nuvole" Messner Mountain Museum Dolomites allestito in un forte della Grande Guerra e dal tetto del quale si gode di una spettacolare vista delle Dolomiti a 360 °.

Credito fotografico Michela Menegus