Fioritura di primavera ed erbe spontanee

Da fine aprile nei prati iniziano a germogliare splendidi fiori e piacevoli erbe spontanee che, con il passare delle settimane, portano i loro colori sempre più in alto regalando paesaggi unici, rimedi naturali e prelibate ricette.

Nei mesi di maggio e giugno il contrasto tra i verdi prati fioriti e le cime imbiancate è di per se uno spettacolo imperdibile.

Anemone dei boschi

Una piccola pianta erbacea e perenne della famiglia delle Ranunculaceae
Anemone dei boschi

L’anemone dei boschi (Anemone nemorosa L.) è una piccola pianta erbacea e perenne della famiglia delle Ranunculaceae. Il nome del genere, attribuito a Teofrasto, significa fiore del vento per le fragili corolle variamente colorate che si agitano al minimo spirare del vento.

È tra le prime fioriture della primavera (o fine inverno) dei nostri prati. Spesso nasce nel tardo inverno per cui entra in fioritura nelle prime giornate tiepide appena la neve scompare evitando così che le prime foglie degli alberi oscurino eccessivamente il suolo. Al calare del giorno o quando inizia la pioggia l'Anemone inclina i suoi fiori verso terra, mentre i petali esterni si avvicinano a forma di cupola per proteggere gli stami e i pistilli preziosi per la propagazione della specie.

Altamente sconsigliato per qualsiasi uso domestico, soprattutto alimentare, in quanto contiene un alcaloide velenoso, è però utilizzato per scopi medicinali in omeopatia come cura delle malattie reumatiche e dolori articolari.

Tarassaco

Il tarassaco viene usato sia in cucina che in fitoterapia per le sue proprietà depurative e disintossicanti.
Tarassaco

Il taràssaco comune (Taraxacum officinale) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Asteracee. Il nome proviene dal greco tarakè "scompiglio", e àkos "rimedio", ad indicare le proprietà benefiche della piante capace di rimettere in ordine l'organismo.

Comunemente conosciuto anche come dente di leone, a causa della forma dentata delle foglioline, o soffione, per via della palla lanosa contenente i semi che si forma nel periodo dell'infruttescenza e abbiamo sicuramente "soffiato al vento" almeno una volta nella vita, cresce spontaneamente agli inizi della primavera, in alcuni casi con carattere infestante, prediligendo un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra.

Il tarassaco viene usato sia in cucina che in fitoterapia per le sue proprietà depurative e disintossicanti. I principi attivi si concentrano in particolare nelle radici e nelle foglie, ma anche i fiori gialli possono essere raccolti e utilizzati per preparare ad esempio infusi o tisane. Foglie e fiori sono ottimi per arricchire e colorare le insalate primaverili, i boccioli sono apprezzabili preparati sott'olio, in marmellata o gelatine; i fiori impastellati e fritti; le foglie lessate o saltate in padella. Un ingrediente insolito, saporito e versatile, che si presta a numerose preparazioni: polpettefrittateravioli ripienilasagne e torte.

Interessante in apicoltura, perchè fornisce alle api sia polline che nettare, è da evitare se si soffre di gastrite o ulcera, in gravidanza o allattamento e durante l'assunzione di alcuni tipi di farmaci.

Frittata con i boccioli di tarassaco

(La cucina delle Dolomiti, Dino Dibona - Edizioni Tradizioni Italiane Newton)

Ingredienti per 4 persone:

250gr di boccioli di tarassaco appena raccolti
80gr di formaggio stravecchio stagionato
50gr di burro
5 uova fresche
2 spicchi d'aglio
sale

Lavate, sgocciolate e asciugate i boccioli di tarassaco, facendo attenzione ad eliminare bene il gambo. Scogliete il burro in una padella antiaderente con il fondo largo, versate i boccioli e gli spicchi d'agrlio schiacchiati, lasciate rosolare leggermente e poi aggiungete 3 cucchiai di acqua calda, mescolando in continuazione per 5 minuti. In una terrina, unite le uova, i boccioli rosolati, metà del formaggio e il sale, amalgamando il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Rimettete il tutto nella padella e lasciate cuocere finchè la frittata non si sarà rappresa e sarà diventata bella dorata. Con l'aiuto di un piatto, girate la frittata in modo che si indori anche dall'altra parte. Quando tutto è ben cotto, trasferite la frittata su un piatto caldo, cospargetela con il formaggio grattugiato rimasto e servite.

Ortica

Ricca di sali minerali e oligoelementi, tra cui potassio, fosforo, ferro, calcio, rame, zinco, vitamina A, vitamina C, calcio e potassio, l’ortica è tra le piante con maggiori proprietà rimineralizzanti, ricostituenti e tonificanti.
Ortica

L'ortica (Urtica dioica L.) è una pianta erbacea perenne, decidua, alta tra i 30 e i 250 centimetri. Ha un fusto eretto, densamente peloso, striato e, in alto, scanalato a sezione quadrangolare poco ramificato di un diametro tra i 3 e i 5 millimetri. Le foglie sono grandi, ovate e opposte, lanceolate, seghettate e acuminate, verde scure nel lato superiore, più chiare e pelose nel lato inferiore. La lamina è lunga fino a due volte il picciolo. 

Ciò che tutti conosciamo di questa pianta, sono le note proprietà urticanti che la pianta adotta a scopo difensivo. Foglie e fusti sono infatti ricoperti da peli contenenti la sostanza urticante. L'irritazione causa la formazione di piccoli eritemi sulla pelle, ed è associata ad una sensazione di prurito e intorpidimento che dura da pochi minuti ad alcune ore. 

Meno conosciute sono invece le sue proprietà benefiche e curative, che la rendono un'efficace pianta medicinale, particolarmente utilizzata in erboristeria. Ricca di sali minerali e oligoelementi, tra cui potassio, fosforo, ferro, calcio, rame, zinco, vitamina A, vitamina C, calcio e potassio, l’ortica è tra le piante con maggiori proprietà rimineralizzantiricostituenti e tonificanti. Note da tempo anche le sue proprietà depurativediuretiche e alcalinizzanti toccasana per il trattamento di gotta, reumatismi, artriti, dolori muscolari e articolari, iperglicemia e cistiti; e in generale, quando occorre un'azione disintossicante. Tisane e decotti sono particolarmente indicati per affrontare al meglio i cambi di stagione. Le foglie di ortica sono utilizzate anche per contrastare forfora e capelli grassi

Particolarmente adatta anche per la lavorazione di un tessuto molto resistente, simile alla canapa, il macerato ottenuto dalle sue foglie è un ottimo antiparassitario da spruzzare sulla piante infestate dagli afidi.

Le ortiche sono anche una grande risorsa alimentare che la natura offre abbondantemente anche nella Regina delle Dolomiti. Viene infatti tradizionalmente usata per la preparazione di gustose pietanze, come minestre, contorni, e ripieni di eccellente qualità. Che ne dite allora di provare subito a cucinare un risotto all’ortica?

Risotto alle ortiche

(La cucina delle Dolomiti, Dino Dibona - Edizioni Tradizioni Italiane Newton)

RISOTTO ALLE ORTICHE

Ingredienti per 4 persone:
400gr di foglie sommitali fresche di ortica 
300gr di riso 
100gr di formaggio stravecchio 
½ cipolla olio di oliva brodo vegetale 
burro 
sale e pepe 

Raccogliete le foglie di ortica, preferendo quelle sommitali giovani e tenere, con l’utilizzo dei guanti di lattice. Scottatele in acqua leggermente salata, scolatele e tagliatele molto fini, tritate la mezza cipolla e soffriggetela in olio d’oliva, aggiungete le ortiche e il riso. Dopo averlo tostato per mezzo minuto, versate il brodo vegetale, salate, pepate e lasciate cuocere finché il riso è pronto. Spegnete il fuoco e mantecate con il burro e il formaggio stravecchio grattuggiato, impiattate decorando con qualche cima di ortica fresca e servite ben caldo.