La bellezza di scoprire Cortina su due ruote

Breve video per sognare insieme a noi e portare a casa propria i panorami meravigliosi e i bellissimi itinerari tra boschi, altipiani e laghetti alpini, circondati dalle Dolomiti Ampezzane, patrimonio naturale Unesco.
A Cortina d'Ampezzo i sentieri per appassionati di Mountain Bike e di E-bike sono moltissimi, da tour rilassanti a sentieri downhill per i più esperti, per tutti i livelli e le difficoltà. Non importa qual è la vostra preferenza, la vista sarà senza dubbio mozzafiato.

GUARDA IL VIDEO e sogna su due ruote insieme a noi!

Video: Ride in Cortina
Photo credits: D.G.Bandion

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Brazorà, la dolce focaccia della tradizione ampezzana

La cucina di montagna si basa su piatti semplici, preparati con i pochi prodotti che si trovavano a disposizione. Ma a povertà di ingredienti non corrisponde altrettanta povertà di gusto, anzi! Alcune ricette sono talmente buone che si tramandano ancora di madre in figlia e vengono proposte nei ristoranti o nelle pasticcerie.
Martedì, 21 aprile 2020

Una di queste è la ricetta del brazorà, una focaccia dolce intrecciata e cosparsa di granella di zucchero, composta a cerchio con un buco nel mezzo, proprio come un abbraccio.

Era il dolce dell’invito a nozze: gli sposi andavano personalmente a fare gli inviti e separatamente, ciascuno dai propri invitati. Era usanza nell’occasione portare in omaggio un brazorà con al centro 5 carafoi (crostoli) e 5 confetti.

Facciamola insieme ad un'amica di Cortina, Claudia Rossetto, con ricetta e video tutorial!
Ingredienti:
500g di farina
80g di zucchero
80g di burro
5 uova
1 limone grattugiato
1 bustina di vanillina
16g di lievito di birra essiccato
80g di latte
Sale q.b.
Granella di zucchero per decorare
 
Procedimento:
In un recipiente unite tutti gli ingredienti e accorpate il lievito sciolto in un po’ di latte tiepido. 
Lavorate il composto per circa mezz’ora e lasciatelo riposare per un’altra mezz’ora vicino ad una fonte di calore.
Dividete l’impasto in tre parti e formate una treccia chiusa a ciambella. 
Lasciate riposare ancora per mezz’ora. 
Spennellate la ciambella con tuorlo d’uovo miscelato con acqua e cospargere la granella di zucchero.
Informate a 170 gradi per 40 minuti

Nuvolau, il nostro primo rifugio

Costruito nel 1883 sull’omonimo monte a 2575 m di altezza, il Rifugio Nuvolau offre una vista privilegiata a 360 gradi sulla conca ampezzana, sulle sottostanti Cinque Torri, ma anche sulle Tofane e sulla Marmolada.
Giovedì 16 aprile 2020

L’idea di costruire il rifugio nacque dal Generale Meerheimb di Dresda il quale, dopo aver trascorso un periodo a Cortina per curarsi da una grave malattia ed esserne guarito, decise di dare un contributo alla Sezione del Club Alpino Tedesco e Austrico per la  costruzione di un rifugio che venne chiamato inizialmente Sachesendankhütte (rifugio del ringraziamento del Sassone).

La costruzione, inizialmente di dimensioni ridotte, durante la Prima Guerra Mondiale fu quasi completamente distrutta e, quando nel 1930 il rifugio fu ricostruito, venne ampliato. Inoltre, con il passaggio di Cortina in Italia, il nome del rifugio fu cambiato in Rifugio Nuvolau.

È molto interessante sottolineare che la storia dei rifugi è strettamente legata alla storia dell’alpinismo.
Infatti, a partire dal 1850 molti esploratori provenienti per lo più da Germania, Austria e Regno Unito iniziarono a conquistare le vette dell’arco alpino per motivazioni per lo più “scientifiche” (cartografia). Questi esploratori si facevano accompagnare da guide locali che inizialmente, non esistendo ancora ufficialmente la professione della guida alpina, erano spesso cacciatori – tra i migliori conoscitori dell’alta montagna.
In questa prima fase va ricordato l’esploratore viennese Paul Grohmann, il primo a documentare l’ascesa di molte vette della conca ampezzana, contribuendo così a rendere Cortina nota in tutto il nord Europa come meta alpinistica.
Grohmann fu spesso accompagnato nelle sue imprese dalla guida Francesco Lacedelli  (Checo da Meléres), la prima Guida Alpina di Cortina d'Ampezzo.

A partire dal 1870 iniziò una seconda fase dell’alpinismo, motivata da un interesse per l’avventura e il rischio dove l’arrampicata diventò un’attività praticata per passione più che per motivi scientifici.
In questa fase furono costruiti molti rifugi, spesso delle costruzioni molto semplici alla base delle pareti rocciose preferite dagli alpinisti. Essi dovevano garantire un riparo caldo dove dormire, cibo e acqua e venivano frequentati soprattutto da arrampicatori e guide alpine.

Il ruolo delle Guide Alpine era considerato fondamentale anche nella costruzione dei rifugi; infatti veniva sempre realizzata una stanza riservata alle guide.
Esse dunque avevano un ruolo primario per gli alpinisti, e nel 1898, Cortina ne contava già 20.

Photo Credits: D.G. Bandion

Vogue si veste di bianco

Emanuele Farneti, Direttore di Vogue Italia, ci racconta in un'intervista live le sfide della moda nel tempo drammatico del coronavirus.
Lunedì 13 aprile 2020

In streaming, ore 17, pagina FB di Una Montagna di Libri!

"Per il numero di aprile di Vogue Italia abbiamo deciso di mandare in stampa, per la prima volta nella nostra storia, una copertina completamente bianca. 
Non perché mancassero le immagini. 
Ma perché il bianco è tante cose assieme. 
Il bianco è innanzitutto rispetto. Il bianco è rinascita, è la luce dopo il buio, la somma di tutti i colori. 
È tempo e spazio per pensare. 
Anche per rimanere in silenzio. Il bianco è le divise di chi ci ha salvato la vita, mettendo a rischio la propria. Il bianco è per chi questo spazio e questo tempo vuoto lo sta riempiendo di idee, pensieri, racconti, versi, musica, attenzioni per gli altri. 
Il bianco è come quando, dopo la crisi del ’29, gli abiti si fecero candidi – un colore scelto per esprimere purezza nel presente, e speranza nel futuro".

Cortina e l'amore: tra grande cinema e grandi passioni

La conca ampezzana, con le sue imponenti cime e le viste mozzafiato, e il centro di Cortina d’Ampezzo, con i suoi negozi di alta moda e il clima glamour che pervade ogni cosa, sono stati spesso oggetto di scelta da parte di numerose produzioni cinematografiche, sia italiane che internazionali.
Giovedì 9 aprile 2020
Proprio per la sua atmosfera unica e per la maestosa natura di cui è circondata, la Regina delle Dolomiti ispira appassionate storie d’amore, nel passato come nel presente, nella finzione cinematografica come nella realtà. 
Oggi noi ti consigliamo LadyHawke (regia di Richard Donner, 1985), la terza pellicola proposta nella nostra sezione dedicata a Cortina e il cinema romantico.
Sebbene ambientato in Francia, il film è stato interamente girato in varie location italiane, tra cui il Passo Giau, a noi tanto noto e amato!
Possiamo riconoscere sia i Lastoi de Formin che il Monte Cernera, oltre che il Monte Nuvolau e la Tofana di Rozes.

Ora basta svelare troppi dettagli, puoi GODERTI IL FILM insieme a noi, comodamente rimanendo #acasa!
Buona visione!

Šmòrn e Kaiseršmòrn

Un dolce che mostra le radici della tradizione ampezzana, divisa tra Italia e Tirolo. Prova la ricetta insieme alla foodblogger Federica Constantini di @dolcisenzaburro!
Mercoledì 6 aprile 2020

(Ingredienti per 4 persone)
2 Uova
250 g Latte
30 g Zucchero
125 g Farina
1 Mela 
Marmellata
Preparazione
Fate la pastella sbattendo uova, latte e farina. Aggiungete la mela tagliata a pezzetti. Cuocete la pastella in una padella unta con olio o burro ben calda. 
Girate la frittata e cuocete dall'altro lato. Tagliate nella padella la frittata a quadrotti e spolverate con zucchero semolato. 
Servite la frittata cosparsa da zucchero a velo e accompagnata da marmellata a piacere.
 
Nota: Un’alternativa alla ricetta dello Šmòrn (in tedesco Schmarrn) è il Kaiseršmòrn (Kaiserschmarrn), una variante più ricca  e particolarmente gradita dall'imperatore austriaco (Kaiser) a cui deve il nome. Il  Kaiseršmòrn prevede l'aggiunta di uvetta (lasciata una mezz'ora a mollo in acqua tiepida) e pinoli ed eventualmente altra frutta secca.

Photo Credits: Federica Constantini - @dolcisenzaburro

La bellezza di arrampicare nelle Dolomiti Ampezzane

Breve documentario sull’arrampicata nelle splendide Dolomiti Ampezzane, con protagonista Pietro Dal Prà, uno dei più rappresentativi alpinisti e arrampicatori italiani, membro del Gruppo Scoiattoli, celebre gruppo di arrampicatori locali non professionisti.
Giovedì 26 marzo 2020
GUARDA IL VIDEO e immergiti nella magia dell'arrampicata insieme a noi!

Nel documentario lo vediamo arrampicare sul Beco d'Ajal, una delle falesie più belle di Cortina, su di una via strapiombante da lui stesso aperta e classificata 8b. Sullo sfondo la maestosa Tofana di Rozes.
Segue un ascensione in solitaria sulla via “Paolo VI”, via di 600 metri aperta dagli Scoiattoli di Cortina al Pilastro della Tofana di Rozes. Pietro la definisce “La via più bella, più elegante, più piena di queste montagne. Una via classica con una logica, una storia, uno spessore incredibile”.

Le due ascensioni sono spunto e occasione per Pietro di raccontare come è il suo mondo dell'alpinismo e dell'arrampicata, una sorta di viaggio nel mondo verticale in compagnia di insoliti compagni di cordata, lo zaino, la paura e le emozioni.

Cortinametraggio

Dal 23 al 28 marzo in streaming a casa tua!

Sei serate in streaming per Cortinametraggio 2.0, la XV edizione del Festival ideato e diretto da Maddalena Mayneri, il primo in Italia ad andare online, aderendo alla campagna #iorestoacasa lanciata dal mondo della cultura, con l’hashtag #CortinametraggioLive.

Tra gli interpreti dei corti Corrado Guzzanti, Ester Pantano, Milena Vukotic, Roberto Herlitzka, Lidia Vitale, solo per citarne alcuno.

Per i videoclip musicali Marianne Mirage e Marco Giallini.


Guarda alcuni video dei live ai link di seguito:

23 marzo

24 marzo

25 marzo

 

Lunedì 23 marzo 2020


IL BURRO A CASA TUA!

Cosa fare in casa con i vostri bimbi durante queste lunghe giornate?

Ecco un'idea semplice e costruttiva, direttamente dalla tradizione di malga e montagna, grazie al prezioso aiuto di Ludovica de El Brite de Larieto, e le sue bambine!



Venerdì 20 marzo 2020

LINEA BIANCA A CORTINA - Sabato 21 marzo alle ore 14.00 su RAI 1

Massimiliano Ossini e Lino Zani incontrano la bellezza della Regina delle Dolomiti. Una bellezza selvaggia e, nel contempo, ricca di storie da raccontare. Una natura che incanta, tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO e il Parco Naturale delle Regole d’Ampezzo. Una località che rapisce per l’infinita varietà di piccole e grandi meraviglie, tutte ancora da scoprire. Grazie Linea Bianca, grazie a ciascuno di voi: è stata un’avventura stupenda! Grazie Giuliano Vantaggi per l’opportunità: Cortina Marketing e DMO Dolomiti ancora al lavoro assieme!

Puntata registrata prima del D.P.C.M. sul Coronavirus.



Casunziei alle rape rosse

La tradizione descritta in un piatto, provala insieme alla foodblogger ampezzana Monica Giustina di #onecakeinamillion!
(ingredienti per 4 persone)
Mercoledì 18 marzo 2020
Per il ripieno:
400 g. rape rosse
100 g. rape gialle
200 g patate
15 g farina 00
1 cucchiaino di sale fino
1 pizzico di noce moscata

Per la sfoglia:
320 g farina 00
1 uovo
180 ml acqua
1 pizzico di sale

Il condimento:
100 g burro
ricotta affumicata o formaggio, tipo Parmigiano
semi di papavero

Preparazione
Preparate il ripieno in anticipo, anche la sera prima in modo che sia freddo e compatto.
Cuocete le rape rosse e gialle e separatamente le patate al vapore. Frullate le prime, e passate le patate con lo schiacciapatate. Mescolate tutto assieme.
Tostate in un padellino la farina per il ripieno in modo che sia dorata e unitela al composto di patate e rape freddo. Condite con il sale e la noce moscata, quindi fate riposare fino al momento di fare i casunziei.
Per la sfoglia unite l’uovo alla farina, mescolate e aggiungete il sale e l’acqua, poca alla volta, finché l’impasto sarà morbido e lavorabile (potrebbe volerci più o meno acqua, dipende molto da umidità e dalla farina). Impastate su una spianatoia e formate una sfera, che farete riposare coperta per circa mezz’ora.
Stendete la sfoglia sottile, in modo che in trasparenza si veda la vostra mano, infarinatela e con un coppapasta da 5-7 cm ricavate dei dischi. Su ognuno mettete un cucchiaino scarso di ripieno e chiudete formando una mezzaluna, sigillando bene i bordi.
Spolverate un vassoio con farina, preferibilmente di semola, e disponetevi sopra i casunziei. Ultimata la preparazione, portate a bollore una pentola d’acqua capiente e mettete il burro in un pentolino per essere scaldato.
Immergete delicatamente i casunziei nell’acqua salata che dovrà sobbollire (altrimenti si potrebbero rompere) e cuoceteli per 5-6 minuti. Nel frattempo, portate il burro a una
colorazione nocciola.
Scolateli con l’aiuto di una schiumarola, metteteli nei piatti, spolverate con la ricotta affumicata, oppure con un formaggio tipo Parmigiano, condite con il burro e rifinite con i semi di papavero. Servite subito.
 
NOTE: Questo ripieno è il classico invernale, d’estate invece potete prepararli con erbette verdi oppure con patate. Se volete dare un profumo in più al ripieno, potete aggiungere un pizzico di cannella, e magari qualche foglia di salvia al burro prima di scaldarlo!

Yoga e montagna, un binomio di perfetto equilibrio

La montagna con i suoi panorami intatti, la sua aria pura e i silenzi durante le lunghe camminate è già di per sé una pratica per trovare nuovi equilibri e pace dell’anima.
Lunedì 16 marzo 2020 - Sembra quindi una declinazione naturale,  tanto più in questi giorni particolari da passare casa, inserire all’interno della propria giornata fra le Dolomiti alcune delle principali pratiche yoga per trovare nuovi equilibri fisici, psichici e mentali.
Yoga è un modo dolce e per tutti, di raggiungere salute ed armonia. Attraverso la pratica delle posizioni (Asanas) e del respiro consapevole (Pranayama) nel corpo si crea uno stato di calma benefica. Libera la mente da sensazioni negative che si accumulano nella frenesia della vita moderna, ci regala lucidità, ottimismo e benessere ed equilibrio psicofisico. Insieme all’effetto benefico della natura favorisce l’introspezione e un percorso consapevole verso il proprio Io per riscoprire se stessi: con calma, forza e gioia.

Scopriamo insieme il saluto al sole, e riprendiamo in mano il nostro tempo!

Foto e video: Marcella Milani


30 anni di Parco Naturale

Natura a Cortina, un'opera d'arte. Festeggia 30 anni il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, una delle principali ricchezze di Cortina.
Domenica, 15 marzo 2020 - Area protetta istituita ufficialmente il 22 marzo 1990 con una legge regionale e affidata in gestione dalla Regione Veneto alla Comunanza delle Regole d’Ampezzo, il Parco Naturale si stende su un’area di 11.200 ettari a nord del centro abitato di Cortina, nel cuore delle Dolomiti orientali.
Nell'area protetta, meravigliosa per la varietà di flora e fauna, vivono stambecchi, cervi, caprioli, camosci, aquile, civette, marmotte e volpi. Un luogo incantato, da cui spiccano le Dolomiti Patrimonio UNESCO, un paradiso naturale soggetto di notevoli opere d’arte, dipinte da artisti nazionali e internazionali, di cui si conserva un folto gruppo di opere presso il Museo delle Regole d’Ampezzo Mario Rimoldi.

Foto: Michele Da Pozzo

Visita la nostra sezione dedicata al Parco Naturale per approfondire e scoprirne le meraviglie!

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Canederli agli spinaci, facciamoli insieme!

Da sempre terra di confine, Cortina racchiude in sé i sapori dell'Italia e del Tirolo. Uno dei piatti di tradizione ampezzana più conosciuti sono i canederli (chenedi in ampezzano). Ricetta deliziosa, che valorizza una cucina povera ma genuina.
Di seguito la ricetta!
Venerdì 13 marzo 2020
(ingredienti per 6 persone)

- 5-6 rosette di pane raffermo tagliato a dadini
- erbette di campo oppure spinaci
- 150 g di ricotta
- 3 uova intere
- 4-5 cucchiai di farina
- ½ cipolla
- acqua q.b.
- formaggio grana
- sale, pepe e noce moscata

Le erbette (o spinaci) vanno lavate, lessate, tritate e rosolate in padella con burro e cipolla tagliata fine. In una ciotola unite al pane precedentemente tagliato a dadini, le verdure, le uova, la ricotta, una manciata di grana, la farina, sale, pepe e noce moscata e un po’ d’acqua.
Amalgamate bene tutti gli ingredienti e formate con le mani delle palline del diametro di 4-5 cm.
Fate bollire l'acqua salata e versate i canederli, cuoceteli per 15-20 minuti. Conditeli con formaggio grana e burro fuso.

Consiglio: tutti quelli che non riuscirete a mangiare potete congelarli in freezer (prima di buttarli in acqua) e gustarli un'altra volta!

Ricetta tratta dal libro “cošlupe frìte e lòchi ‘n técia – raccolta di ricette della tradizione ampezzana” a cura di Francesca Gaspari e Maria Luisa Menardi - Edizioni U’lda.

Foto: Diego Gaspari Bandion

- COMING SOON - 

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