A gestire questo scrigno di biodiversità situato a nord del centro abitato di Cortina sono le Regole d’Ampezzo, che oggi fanno il punto sulla storia passata, presente e futura di una realtà che è diventata un’istituzione.

La data di nascita è il 22 marzo 1990: è allora che il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo viene istituito ufficialmente come area protetta, grazie a una legge regionale, e affidato in gestione dalla Regione Veneto alla Comunanza delle Regole d’Ampezzo «in virtù della specificità delle forme antiche di gestione del patrimonio naturale ampezzano, da esse conservato e tutelato per centinaia di anni».


Sono passati trent’anni e oggi il direttore del Parco, Michele Da Pozzo, fa una riflessione su quello che ha significato e significa quest’area protetta per gli ampezzani e per i visitatori: «Nonostante la contingenza negativa che stiamo attraversando, è importante non lasciar passare nell'oblio la data del trentennale e riflettere sul ruolo che l’area protetta ha acquisito negli anni come “distributore” di svago

e di bellezza per milioni di visitatori. Il ruolo del Parco è stato e sarà quello di rendere consapevole la comunità ampezzana del bene che è chiamata a custodire, assumendo la bellezza del suo territorio come

valore immateriale da rendere fruibile alla collettività e facendo proprio il ruolo di tutore e divulgatore di questo bene. Siamo convinti che la cura del territorio e della sua accessibilità, assieme al mantenimento

della sua naturalità, siano una delle carte vincenti che il turismo ampezzano avrà sempre dalla sua, anche nei momenti più difficili, se si riuscirà a mantenere nel tempo queste peculiarità, che molti ci invidiano e non sono riproducibili da altre parti».


UN ITINERARIO NEL PARCO NATURALE SCELTO PER TE!


L’AREA PROTETTA

L’area protetta, che si estende su 11.500 ettari, comprende i gruppi montuosi di Tofana, Fanis, Col Bechei, Croda Rossa d’Ampezzo e Cristallo. La biodiversità faunistica e floristica è particolarmente ricca grazie alla varietà degli habitat e al basso livello di impatto che caratterizza la gestione degli ambienti silvopastorali da parte delle Regole.


LA FAUNA

Nel parco vivono ben 160 specie di animali vertebrati. Si possono avvistare facilmente il capriolo, il cervo, le marmotte, lo stambecco, la volpe, lo scoiattolo, I’aquila reale. Ma nei boschi e nelle zone più perdute si nascondono anche il gallo cedrone, il gufo reale, alcuni tipi di civetta, la pernice bianca, la lepre bianca e roditori come l’ermellino e il ghiro.


LA FLORA

Sono moltissime anche le piante: 68 specie di alberi e arbusti, 32 specie di felci ed equiseti e più di 1000 specie di fiori, tra cui una decina di endemiche esclusive delle Dolomiti. Le specie di orchidee sono 35: turisti e appassionati botanici da tutto il mondo visitano il Parco per poter ammirare ad esempio le fioriture della Scarpetta della Madonna (Cypripedium calceolus), una delle più belle orchidee della flora  europea.


CENTENARIO

La bandiera ladina festeggia i suoi primi cento anni. Era il 1920 quando apparve per la prima volta, nella sua veste tricolore dedicata alla natura delle Dolomiti: l’azzurro del cielo, il bianco della neve e delle rocce dolomitiche, il verde dei boschi e dei prati. Un simbolo dell’unità di un popolo la cui storia, che accomuna i territori delle cinque valli dolomitiche di Ampezzo, Badia, Fassa, Fodom e Gardena, ha origini antiche.

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