LE DOLOMITI: PATRIMONIO DELL'UMANITA' UNESCO

Scienza e bellezza racchiuse nella roccia sono le principali qualità che hanno motivato la candidatura e la successiva elezione, il 26 giugno del 2009, delle Dolomiti a Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura è infatti rimasta incantata , come lo furono personalità del calibro di Goethe, Mario Rigoni Stern e Le Corbusier,  dalla bellezza di queste rocce, dalle forme monumentali e spesso frastagliate che le caratterizzano e dalle meravigliose tinte, che vanno dal lilla, al rosa all’arancione, fino al rosso, di cui si colorano al tramonto. 

Universalmente considerate tra i più attraenti paesaggi montani al mondo, le vette delle Dolomiti possiedono un fascino intrinseco dato dalla particolare varietà di forme simili a pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con le improvvise superfici orizzontali delle cenge, delle balze e degli altipiani. La nobiltà e la maestosità delle linee sono valorizzate ancora di più dal contrasto tra le tinte delle pallide rocce e i colori forti dalle foreste e dei prati sottostanti.

Dolomia e Dolomite – La roccia delle Dolomiti

La dolomite è un minerale che prende il nome dal suo scopritore e studioso Deodat de Dolomieu.

Questa roccia è costituita da carbonato di calcio e magnesio, che cristallizza secondo il sistema trigonale. Si trova sotto forma di cristalli o, più comunemente in masse compatte, di colore bianco e rosato. Da questo tipico colore della roccia prende vita il fenomeno dell’enrosadira.Quando, all’alba e al tramonto la luce del sole si infrange sulle cime delle Dolomiti tingendole di rosa e arancio. Ci sono ancora dubbi sulla formazione della dolomite.


Esistono ampi depositi nell'annotazione geologica, ma questo minerale è molto raro negli ambienti moderni. La dolomia costituisce circa il 10% di tutte le rocce sedimentarie e si pensa che si sia prodotta vicino alla superficie della terra. Tuttavia, la sintesi fatta in laboratorio richiede temperature superiori a 100 °C, circostanze tipiche della formazione in bacini sedimentari.


Negli anni cinquanta e negli anni sessanta del novecentro, la dolomite è stata trovata in laghi altamente salini nella regione di Coorong nell'Australia del sud.
I cristalli della dolomite inoltre si presentano nei sedimenti in alto mare, con una grossa presenza di materia organica. Questa dolomite è chiamato dolomite "organica". Recenti ricerche hanno scoperto un meccanismo di formazione della dolomite per via anaerobica per soprasaturazione nei laghi nei pressi di Rio de Janeiro.

Deodàt de Dolomieu – L’origine del nome Dolomiti

Deodàt de Dolomieu – L’origine del nome Dolomiti

Deodàt de Dolomieu naque in un villaggio dell'Isère nel 1750. Il padre, un nobile con il titolo di marchese lo destinò alla carriera militare, iscrivendolo all’ Ordine dei Cavalieri di Malta a soli 3 anni. Questo gli permise di viaggiare e di soddisfare la sua passione scientifica.

Dopo gli studi classici si dedicò allo studio della  chimica e delle scienze naturali, incontrando presto la geologia. Dolomieu studiò e scrisse di molti minerali, sia nuovi che già conosciuti, ma poco studiati. La notorietà gli venne però dalla scoperta della dolomia. Roccia tipica della zona alpina tra Veneto, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, composta da carbonato doppio di calcio e magnesio.

Questa regione delle Alpi prenderà il suo nome "Dolomiti" solo molti decenni più tardi: quando nel 1864 Josiah Gilbert e George Churchill, un pittore e un naturalista, pubblicheranno in Inghilterra il loro  resoconto dei viaggi sulle Alpi con il titolo "The Dolomite mountains". Deodàt muore a soli 51 anni molto provato dal periodo di prigionia trascorso a Messina a causa dei conflitti con l’Ordine di Malta.