Val di Zoldo

Dolomiti Patrimonio mondiale dell'Umanità

 

La Val di Zoldo si colloca fra le aree più emblematiche delle Dolomiti Unesco, Patrimonio dell'Umanità, per motivi geologici e paesaggistici. Le montagne che la incorniciano hanno rocce capaci di proiettare il visitatore che le frequenta in un viaggio lungo circa 150 milioni di anni, attraverso un tempo profondo. Un'incredibile eredità geologica che ha formato l'ossatura del paesaggio attuale.

Un territorio che si trova tra il sistema Unesco n 1 (Monte Pelmo - Croda da Lago) e il sistema Unesco n 3 (Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine).

Tra Pelmo e Civetta

Civetta
Tra Pelmo e Civetta

 

Un massiccio che divide la Val di Zoldo dal territorio dell'Agordino, tra le valli di Alleghe, Zoldo e Selva di Cadore. Famoso il versante nord caratterizzato da un'imponente parete verticale conosciuta dagli alpinisti come la "Parete delle pareti", su questa si annoverano infatti diverse vie di arrampicata. 

Sul versante Zoldano che si presenta meno ripido e più dolce, sorge il rifugio Torrani, nei pressi della cima, raggiungibile attraverso la ferrata Tissi, la Alleghesi e percorrendo la Via normale. Molti gli itinerari anche facili o di media difficoltà che si possono provare nell'area del Civetta, uno tra i più belli e conosciuti è il sentiero che conduce al Rifugio Coldai e all'omonimo lago.

 

Pelmo

 

"El Caregon del Padreterno", ossia il Monte Pelmo, si trova tra la Val di Zoldo, la Valle del Boite e la Val Fiorentina. Contraddistinta da due cime principali (Pelmo e Pelmetto), questa montagna si staglia isolata e maestosa, rappresentando così una delle cime più riconoscibili di tutto l'arco dolomitico. 

La sua cima, è raggiungibile dal rifugio Venezia, da dove parte l'impegnativa ed emozionante via normale. Ai piedi del Pelmetto, su un masso staccatosi dalla base del monte, sono visibili delle impronte di dinosauri, una scoperta paleontologica importantissima di valore internazionale.