C'era una volta...

C'era una volta a Cortina d'Ampezzo...

La nascita delle Dolomiti

La nascita delle Dolomiti

Le Dolomiti 250 milioni di anni fa erano un insieme di conchiglie, coralli e alghe immerse in un mare tropicale. Emerse 70 milioni di anni fa, lavorate dal tempo e dagli agenti atmosferici, rappresentano oggi un magnifico tesoro geologico e donano al paesaggio una bellezza incomparabile.

Queste montagne prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu, che nella seconda metà del 18°secolo, per primo, studiò il particolare tipo di roccia predominante in questa regione battezzandola “dolomia”. Il minerale dona alle montagne una particolare tonalità chiara – motivo per il quale le Dolomiti prendono anche il nome di “Monti pallidi”.

Al sorgere del sole e, soprattutto, al tramonto, la dolomia assume un colore dal rosato al rosso fuoco: il fenomeno, le cui variazioni di tinte sono dovute alle diverse posizioni del sole durante l'anno e alle condizioni dell'atmosfera, è detto Enrosadira ed è particolarmente visibile nelle sere d'estate.

Le Dolomiti oggi sono montagne tutelate dall’UNESCO e dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

dai primi insediamenti al turismo

dai primi insediamenti al turismo

Quella che avvolge Cortina d’Ampezzo e una storia che si perde nella leggenda tra avvicendamenti di antichi romani e popolazioni barbare.

Paese di allevatori, Cortina d’Ampezzo deve il suo sviluppo allo sfruttamento delle foreste e al commercio del legname. Per la sua posizione geografica di frontiera fu annessa alia Serenissima Repubblica di Venezia prima e, poi, per ben 400 anni, all’Impero Austro - Ungarico.

Dalla metà del 1800, grazie alle ferrovie che portavano nella Conca ricchi viaggiatori anglo - sassoni, tedeschi e russi, Cortina d’Ampezzo andò trasformandosi nella vera capitale delle Dolomiti e nacquero, così, i grandi alberghi e le prime strutture sportive e turistiche.

II conflitto mondiale del '15 - '18 fu, però, l'evento storico che più di ogni altro sconvolse il territorio, tanto che molti dei versanti dolomitici che circondano la Valle ampezzana ne portano ancora oggi i segni tangibili.

Passati sotto il Regno d’Italia nel 1918, successivamente alla sconfitta dell'esercito Austro - Ungarico, i Monti Pallidi si aprirono al mondo e soprattutto allo sport che permise a Cortina d'Ampezzo di diventare la Regina delle Dolomiti in un lasso di tempo molto breve.

La Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale

Sulle montagne di Cortina d'Ampezzo è stata scritta una parte importante della Prima Guerra Mondiale.

Questo evento storico ha sconvolto il territorio ampezzano il quale, allo scoppio del conflitto, si trovava ancora sotto il potere asburgico.

Oltre ai monumenti eretti in ricordo dei caduti, come I’Ossario di Pocol, sulle montagne ci sono numerose testimonianze di quello che fu il fronte tra Austria e Italia: gallerie e trincee, fortini e postazioni, strade e camminamenti sono solo alcuni esempi di quello che si può incontrare in una gita nella Valle d’Ampezzo. Alcuni dei luoghi che costituirono lo scenario dei combattimenti tra gli eserciti, sono stati in parte restaurati e trasformati in testimonianze vive della Grande Guerra.

II restauro dell’archeologia bellica, cui hanno partecipato anche gli eserciti dei paesi che dal 1915 al 1918 si sono combattuti su queste stesse montagne, ha portato a realizzare quello che oggi è il più esteso museo all'aperto dedicato al primo conflitto mondiale.

Nell’area del Passo Falzarego, compresa tra il Lagazuoi e le 5 Torri, a pochi passi dai rifugi e dalle palestre di roccia, con l'eventuale ausilio di moderni impianti di risalita o con brevi camminate, e ora possibile avvicinarsi e conoscere le gallerie di guerra del Lagazuoi, le trincee e le postazioni all'aperto delle 5 Torri, il Museo all’aperto del Sas de Stria o visitare il restaurato Forte Tre Sassi in Valparola che ospita il Museo della Grande Guerra.

Dalle Olimpiadi a oggi

Dalle Olimpiadi a oggi

La definitiva consacrazione di Cortina d’Ampezzo a località sportiva di assoluto prestigio e a meta privilegiata per le vacanze avviene in occasione delle Olimpiadi Invernali del 1956, quando i Giochi Olimpici sono trasmessi in diretta televisiva per la prima volta in Italia.

Da allora Cortina d’Ampezzo e destinazione turistica d’eccellenza e il luogo prescelto per numerosi eventi sportivi internazionali, con oltre 25 edizioni della Coppa del Mondo di Sci Alpino Femminile, gli appuntamenti di sci nordico, la Coppa del Mondo di Snowboard, la Coppa del Mondo di Freeride e manifestazioni sportive delle tante discipline outdoor.

Oggi la popolazione di Cortina d'Ampezzo è di 6.000 abitanti circa ma raggiunge le 50.000 presenze in alta stagione grazie al turismo.

La Regina delle Dolomiti ha saputo però conservare molto bene nel tempo il suo ricco patrimonio di tradizioni: ne sono testimonianza l’ordine e il rigore che hanno regolato la crescita edilizia nel rispetto del territorio; l’uso del tradizionale costume femminile ricco di colori e la consuetudine al dialetto ladino dalle dolci inflessioni.

Ritorno al passato, sulle tracce della fiaccola olimpica.
Un tour particolarissimo, un viaggio che ogni turista può effettuare tra le costruzioni simbolo delle storiche Olimpiadi invernali del 1956:

  • Lo Stadio del Ghiaccio, impianto più importante per dimensioni e impegno, è una tappa obbligata. Al suo interno è custodito il braciere dove risplendeva la Fiamma Olimpica. La struttura ospita, sia d’inverno che d’estate una pista di pattinaggio aperta al pubblico con istruttori sempre a disposizione.
  • Si passa poi alla gloriosa pista da bob intitolata a Eugenio Monti 
  • infine al Trampolino Italia
  • I più sportivi si possono mettere alla prova con una discesa lungo la mitica pista Olympia delle Tofane, ancora oggi sede delle gare di Coppa del Mondo di sci femminile.