Tradizioni mai dimenticate

Per ogni vicenda della vita, dalle piccole alle grandi vicissitudini, si sono tramandate delle usanze

Le tradizioni della Valle d’Ampezzo hanno le loro origini in una vita semplice ed essenziale: la realtà quotidiana di una valle montana, in un ambiente tanto affascinante quanto severo, ha insegnato a dare importanza a tutto ciò che crea condivisione, aiuto reciproco e senso di appartenenza.

Le consuetudini ampezzane sono molto simili a quelle delle altre valli ladine e tirolesi, in quanto la storia e stata la stessa per centinaia di anni.

Per ogni vicenda della vita, dalla nascita al matrimonio, dalla malattia alla morte, dalle piccole alle grandi vicissitudini, si sono tramandate delle usanze come il “sbara fora”, saluto agli sposi la vigilia delle nozze; o “ra zarcogna”, dono al neonato.

Le tradizioni sono spesso legate alla religiosità, per esempio ogni villaggio ha la sua Sagra, con il momento di preghiera e in seguito l’allegria “inze stua” davanti ad un piatto di “carafoi" (dolce fritto e ricoperto di zucchero a velo).

Feste importanti come Corpus Domini, Prima Comunione, Cresima o Matrimoni vedono una presenza più o meno numerosa di persone con gli abiti della tradizione: il costume ampezzano che fino al secolo scorso veniva indossato comunque sempre.

L’eleganza di questo viene sottolineata dal taglio, dalla ricchezza di colori, dai gioielli in filigrana d’argento che ornano i capelli delle donne, raccolti nel “ciou”.

Con orgoglio i componenti del Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo indossano tuttora il “vestì a r’anpezana” e I’ultima domenica di agosto ha luogo “Ra festa de ra Bandes” in cui si possono ammirare costumi anche delle valli limitrofe, oltre ad ascoltare la musica dei gruppi musicali.

Uno degli appuntamenti principali e particolarmente magico della stagione invernale è l’arrivo di San Nicolò e i suoi angeli che, nella notte del 5 dicembre, giungono in Piazza Angelo Dibona, in centro a Cortina d’Ampezzo, portando regali per i bambini buoni mentre i “krampus”, diavoli dall’aspetto spaventoso che trascinano sbattendo rumorosamente delle grosse catene per intimorire grandi e piccini, spaventano e ammoniscono i bambini che sono stati discoli durante l’anno.

La domenica di Carnevale ci sono i carri folcloristici dei Sestieri d’Ampezzo, con farse in ladino ampezzano e la premiazione del Palio invernale, gara a staffetta con gli sci da fondo tra le sei agguerrite squadre degli stessi.

A Pasqua si gioca a “peta vo”, con le uova sode colorate e la prima domenica di luglio si vive “ra Sagra d’Anpezo”, con giochi e sfide tra i sestieri.