La Grande Guerra

Difficoltà
Facile
Tempo
1. 30 h
Partenza
Rifugio Col Gallina
Arrivo
Rifugio Col Gallina

Una proposta per visitare al tramonto le postazioni del caposaldo di Cima Gallina con le ciaspe ma accompagnati da rievocatori storici in divisa d’epoca e dalle guide alpine: la ciaspolata si effettua infatti nel tardo pomeriggio.

Grazie ai revocatori sarà possibile ascoltare aneddoti e racconti per capire le condizioni di vita dei soldati di stanza presso il forte e costretti a lottare contro il nemico e contro il freddo e le avversità di questi luoghi.

Dal centro di Cortina d’Ampezzo si prenda la SS 48 in direzione del Passo Falzarego e si parcheggi l’auto in corrispondenza del parcheggio del Rifugio Col Gallina.

Una volta indossate le ciaspes si segue la pista da sci che sale all’arrivo della seggiovia e da qui si prosegue lungo un canalone per giungere alla forcella dove si trovano le fortificazioni del 1915-1918. 

Giunti alla baracca è prevista una sosta all’interno con illustrazione storica e le suggestioni di un rievocatore in uniforme storica.

Si consiglia di portare con se abbigliamento caldo e un ricambio e qualcosa da bere. 

Il ritorno avviene per la stessa via dell’andata.

Attrezzatura consigliata: abbigliamento invernale adeguato, scarponi impermeabili o doposci meglio se in goretex (no moon-boot) e giacca a vento. Le ciaspe, i bastoncini e le indispensabili pile frontali possono essere forniti dal rifugio Col Gallina.

 

CURIOSITA’

Cima Gallina si trovava in un punto strategico del fronte tanto da diventare un importante caposaldo d’artiglieria: da qui, infatti,  si potevano osservare, grazie a una postazione elevata e privilegiata, il Sas di Stria, il Piccolo Lagazuoi, le Torri Falzarego, le Tofane, il Passo Falzarego e il Passo Val Parola; mentre con i cannoni in caverna si potevano raggiungere le posizioni austriache del Piccolo Lagazuoi e del Col dei Bos.

Inoltre il caposaldo era munito di osservatori e robusti alloggiamenti in muratura e in caverna, spesso bersaglio dei tiri di controbatteria austriaci. Il rifornimento di viveri e munizioni avveniva tramite una teleferica e le comunicazioni avvenivano grazie a una fitta rete telefonica.

La postazione venne abbandonata nell’autunno del 1917 dopo la disfatta di Caporetto: il fronte dolomitico venne quindi sgombrato in tutta fretta dalle truppe italiane e anche le posizioni del Col Gallina caddero in mano agli austriaci che, al termine della guerra, lo smantellarono per recuperarne le parti in ferro. 

Oggi sono visitabili la grande galleria dormitorio, la galleria del cannone e la baracca in caverna affacciata a strapiombo sul sottostante Pra Pontin.


Il percorso dura circa 1.30 ed è adatto anche ai bambini.

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Punti d'appoggio

Rifugio Col Gallina

Info

Cima
Cima Gallina
Altitudine
2.372 mt
Dislivello positivo
300 mt
Dislivello negativo
300 mt
Periodo migliore
Inverno