Alta Via n.1 - Tappa 5

Difficoltà
Difficile
Tempo
4 h 30'
Partenza
Rifugio Nuvolau
Arrivo
Rifugio Città di Fiume (o Rifugio Croda da Lago)

Questa tappa è utile per chi non vuole cimentarsi con il percorso attrezzato che scende al Passo Giàu o per chi intende visitare l’idilliaco posto in cui sorge il Rifugio Croda da Lago. La tappa è comoda, facile, ma un po’ più lunga della precedente e inoltre non permette di visitare il sito mesolitico di Mondevàl (a meno che non si scenda appositamente dalla Forcella Ambrizzòla fino al sito). 

Dal Rifugio Nuvolàu si ritorna a nord, per il sentiero n. 439, alla Forcella Nuvolàu e per la stradina (sempre sul n. 439) si prosegue a nord est fino a un bivio. A sinistra si può raggiungere in breve il Rifugio Scoiattoli, 2.255 m (proprietà privata, servizio d’alberghetto con 42 posti letto tel. 0436 867939, aperto anche d’inverno), dove giunge la seggiovia dal Rifugio Bài de Dònes presso la Statale 48 delle Dolomiti, utile in caso di “abbandono”. Si continua a destra (nord est) e si giunge ben presto al Rifugio Cinque Torri, 2.137 metri. Il Rifugio Cinque Torri, subito a ridosso delle piccole e maestose torri dolomitiche, vanto della conca cortinese, è di proprietà privata; aperto da giugno a settembre fa servizio di alberghetto con 16 posti letto; telefono rifugio +39 0436 29 02. 

Dal Rifugio Cinque Torri si scende un po’ fino a un bivio dal quale si segue a destra una stradina (ancora segnata con il n. 439) che poco dopo prende a nord in direzione della Statale 48. Si prosegue invece a est sul sentiero n. 437 che scende al Ponte de Rucurto, 1.708 m, sulla Statale 638 del Passo Giàu. Attraversata la strada si riprende subito il n. 437 verso est e si risale un dosso boscoso e un gradone, quindi si passa il torrente della Val Formìn, a nord del complesso della Croda da Lago. Qui si incontra il buon sentiero-mulattiera n. 434. Si prende questo e si sale dapprima con alcuni ripidi tornanti, quindi quasi in piano per la Val Negra, fino a raggiungere il bellissimo luogo dove sorge il Rifugio Croda da Lago “Gianni Palmieri”, 2.046 m, sul bordo meridionale del romantico Lago Fedèra o Lago da Lago. Ore 4 circa dal Rifugio Nuvolàu. 

Il Rifugio Croda Lago è di proprietà della Sezione di Cortina del CAI ed è intitolato alla Medaglia d’Oro della Resistenza Gianni Palmieri. Sorge sulle sponde di un bellissimo lago alpino, nelle cui acque si specchiano le guglie ardite del Gruppo della Croda da Lago. Costruito nel 1901 e ristrutturato nel 1947, fa servizio d’alberghetto con 51posti ed è aperto dal giugno a ottobre; acqua all’interno; servizi igienici interno-esterno; doccia; locale invernale con 2 posti; Stazione di Soccorso del CNSAS “118”; telefono rifugio +39 0436 86 20 85. www.crodadalago.it -email: crodadalago@dolomiti.org  

Dal Rifugio Croda da Lago-Gianni Palmieri si prende a sud la comoda mulattiera segnata n. 434 che in un’oretta circa porta alla Forcella Ambrizzòla, 2.277 m, dalla quale si prosegue per il Rifugio Città di Fiume come già descritto nella quinta tappa.

Punti d'appoggio

Berghotel Passo Giau, Rifugio Città di Fiume

Varianti

Dal Rifugio Nuvolàu, in pochi metri, ci si porta sul bordo sud orientale della spianata sommitale dove si scende subito per un salto roccioso con l’aiuto di una scala e alcune corde metalliche (si consiglia di utilizzare il kit da ferrata). La traccia di sentiero che segue porta il n. 438 e conduce ad un vallone cosparso di lastroni scanalati dal quale si sale brevemente ad una forcelletta di cresta che fa capo a un canalone che scende verso il Giàu. Il canalone è percorso da un sentiero che si districa tra facili tratti strapiombanti (prudenza ai meno esperti) ed è inoltre dotato, in basso, di alcune corde fisse. Infine il sentiero porta a sinistra, al culmine di un ripido costone erboso parallelo al canalone, per il quale si scende con stretti zigzag. In basso si tocca di nuovo il canalone che subito si lascia per passare su di un comodo sentiero che porta fra i massi e poi sul pascolo, fin sul dosso che scende tranquillo e riposante al Passo Giàu, 2.236 m, dove c’è un ottimo albergo e ristorante. Presso il Passo Giàu prendete il sentiero n. 436 che traversa il vasto prato e porta alla Forcella di Zonia e poi ad inoltrarsi e a risalire un vallone a ovest del Col Piombìn fino all’omonima forcella, 2.239 metri. Oltre questa si traversa fino ad entrare nella selvaggia Val Cernèra che si percorre verso est. Con ultima, comoda salita a zigzag si giunge all’ampia Forcella Giàu, 2.360 m, già visibile dal Passo Giàu e da dove si gode di uno straordinario colpo d’occhio sui Lastói di Formìn, possente basamento della Croda da Lago, e sulla butterata distesa pascoliva che si estende fino alla Forcella Ambrizzòla. Passando sotto le verticali muraglie dolomitiche dei Lastói si passa una cinquantina di metri di dislivello sopra il limpido Lago delle Baste, 2.281 m, e quindi a breve distanza dal sito mesolitico di Mondevàl (che merita una visita, se non altro per motivi “suggestivi”) e della vicina Casèra di Mondevàl di sopra, 2.158 m, dove c’è una modesta possibilità di ricovero in caso di necessità. Se si sta in quota, cioè se non si è scesi al sito e alla casèra, bisogna proseguire a est sul sentiero n. 436 fino a salire un po’ e quindi raggiungere la Forcella Ambrizzòla, 2.277 m. Se invece si parte dalla casèra e poi dal sito si traversa il pascolo, prima verso sud est, poi a nord est sul sentiero n. 466 che porta pure esso alla stessa forcella. Dalla Forcella Ambrizzòla si continua a sud, quasi in quota, sul sentiero n. 436 che ben presto passa per la Forcella Col Duro, 2.293 m, dalla quale si scende prima fra massi, poi per pascoli, verso la Casèra Prendèra, 2.148 metri. Qui il n. 436 si dirige a est e, passato sotto le quattro cime della Rocchetta, scende a San Vito di Cadore. Si prende a sud est il n. 458 che va alla Forcella de Col Roàn, 2.075 m, e quindi alla Forcella Roàn, 1999 metri. Passato un dosso boscoso, raggiunge un ripiano di pascolo ov’è la Forcella de la Puìna (=ricotta), 2034 m, da dove, comodamente, prosegue a sud ovest fino a raggiunge il Rifugio Città di Fiume, 1918 metri. Di proprietà della Sezione di Fiume del CAI, il Rifugio Città di Fiume è sorto dalla ristrutturazione della malga Durona nel 1964. Aperto da metà giugno a fine settembre, fa servizio d’alberghetto con 22 posti letto; energia elettrica da rete; acqua calda e doccia; servizi igienici interni; locale invernale con 5 posti; Stazione di Soccorso del CNSAS “118”; telefono rifugio +39 0437 72 02 68; cell: 320 0377432 ; email: info@rifugiocittadifiume.it

Info

Lunghezza
11 km (circa)
Dislivello positivo
260 m
Dislivello negativo
915 m