I primi lungometraggi che hanno visto in Cortina il set ideale per sequenze adrenaliniche risalgono agli anni ’20. Tra questi ritroviamo anche un film muto del 1926 dal titolo Il gigante delle Dolomiti (regia di Guido Brignone) che vede come protagonista il celebre “gigante buono”  Maciste, interpretato ancora una volta dall’attore Bartolomeo Pagano (fu una delle sue ultime apparizioni sul grande schermo) e qui calato nei panni di una guida alpina che combatte contro i loschi piani di due criminali, sventando un grave furto e proteggendo la propria famiglia e i propri amici fino a riportare la quiete nella vallata. Il film è stato restaurato e musicato nel 2010 e rappresenta un’importantissima testimonianza storica visiva delle Dolomiti  e di attività sportive ed equipaggiamenti utilizzato all’epoca. Non mancano infatti sequenze di arrampicata, come la spericolata gara in parete alle Cinque Torri alla quale partecipano Maciste e l’infida guida alpina Schultz, e gli inseguimenti sugli sci in mezzo al bosco.

Cliffhanger lungo la via ferrata Ivano Dibona
Le Dolomiti sono considerate un paradiso dagli scalatori di tutto il mondo per le loro caratteristiche uniche, al punto che nel 1993 uscì nelle sale cinematografiche Cliffhanger (regia di Renny Harlin), una produzione statunitense quasi interamente girata tra le vette dolomitiche e avente come protagonista un muscoloso Sylvester Stallone.

Sebbene le riprese siano state effettuate in varie località dolomitiche, tra le quali la conca ampezzana, il film è ambientato sulle Montagne Rocciose nordamericane e Stallone interpreta non una guida alpina (come invece era stato Maciste) ma l’intrepido scalatore e soccorritore Gabe Walker. A inizio pellicola, Gabe è costretto a vedere precipitare nel vuoto un’amica dopo aver tentato di salvarla e successivamente si ritrova ad affrontare una banda di spietati criminali sulle tracce di tre valige piene di soldi disperse sulle montagne; il film riesce a risultare avvincente e a tenere gli spettatori col fiato sospeso, come ogni vero action movie dovrebbe  fare, e ottenne quindi un considerevole successo e la nomination a tre premi Oscar.

Le location montane in cui furono effettuate le riprese del film situate in Veneto sono varie; uno dei luoghi maggiormente ricordati dal pubblico è l’impressionante ponte sospeso, il quale non solo esiste davvero (si trova lungo la via ferrata Ivano Dibona nel gruppo del Cristallo) ma nel 1992 fu realmente fatto saltare in aria per esigenze di copione e successivamente ricostruito. 

Nella pellicola compaiono anche il monte Faloria e l’edificio che un tempo ospitava l’arrivo della funivia Faloria, il quale nel film ricopre il ruolo di rifugio montano. Infatti, quando Gabe riesce a sfuggire alla banda di criminali che aveva sequestrato lui e il collega Hal Tucker (Michael Rooker) e, dopo essere stato costretto a scalare una ripida parete di roccia senza equipaggiamento di alcun tipo, nemmeno una giacca per ripararsi dal gelo, si ripara in un rifugio vicino e lì incontra la fidanzata e soccorritrice Jessie (Janine Turner). Oggi quell’edificio è conosciuto come Cliffhanger Lodge e fa parte di un percorso ad anello che inizia al Rifugio Faloria. 

Le sequenze finali del film sono state poi girate vicino al Rifugio Lagazuoi, come si può capire dalle montagne visibili in alcune inquadrature, quali la Tofana di Rozes e il l’Antelao.


CURIOSITÀ:

  • Molte delle controfigure ingaggiate dalla produzione erano alpinisti famosi. Tra questi, la controfigura di Stallone per le scene di free climbing era il celebre arrampicatore Wolfgang Güllich, deceduto poco dopo la realizzazione del film in un incidente automobilistico, ragione per cui la pellicola è stata dedicata alla sua memoria.
  • Il film è entrato nel Guinness dei Primati grazie alla sequenza in cui il corrotto agente bancario Travers passa da un aereo all’altro in volo, servendosi di una fune tesa tra i due velivoli: il primato riguarda infatti il più costoso stunt aereo mai effettuato. Tra l’altro, la scena fu girata una volta sola e negli Stati Uniti, dato che in Italia era stata negata l’autorizzazione.

 


007 - Solo per i tuoi occhi
Un film d’azione girato a Cortina che invece non cita l’arrampicata ma offre una panoramica di tutti gli sport invernali praticati nella Regina delle Dolomiti nei primi anni ‘80 è Solo per i tuoi occhi (For your eyes only, regia di John Glen, 1981), dodicesimo capitolo della saga dedicata all’agente 007 James Bond. In questa occasione, a calarsi nei panni di Bond è Roger Moore, il quale reciterà in questo ruolo in un totale di sette film.

Una considerevole porzione di questo film fu girata a Cortina d’Ampezzo, scelta sia per la sua anima glamour, che si addice al sofisticato agente Bond, ma anche e soprattutto per il ventaglio di location olimpiche e sportive offerte dalla località che la rendevano una perfetta ambientazione per una missione segreta ad alto tasso di azione. L’Agente 007 si reca nella conca ampezzana sulle tracce del criminale Locque e la trama vi progredisce in maniera consistente; l’Hotel Miramonti, il Bar Cima Tofana in alta quota, Corso Italia e lo Stadio del Ghiaccio si fanno teatri glamour di incontri tra spie e scambi di informazioni, e in alcuni casi di subitanei e fulminei attacchi a 007 da parte dei nemici. Cortina ospita quindi intrighi, azione e pericolo, pur circondandoli di uno sfondo dalla bellezza idilliaca che non può che sposarsi con la famosa eleganza di James Bond, gentiluomo più a proprio agio tra sport elitari e hotel di lusso che in sordidi bassifondi, nei quali peraltro non si muovono volentieri neppure i suoi nemici.

Altri luoghi interessati dalle riprese, oltre a quelli sopra citati, sono stati la pista da bob Eugenio Monti (fuori uso dal 2008) e il Trampolino Olimpico Italia (fuori uso dal 1990), location di mirabolanti inseguimenti e spericolate acrobazie.

Le numerose e spettacolari scene d’azione colpiscono per il loro ritmo vertiginoso e per il modo in cui riescono a passare in rassegna un’ampia serie di sport praticabili nella città ampezzana: lo sci di discesa, il biathlon, le corse in bob, i salti dal trampolino olimpico, l’hockey e il pattinaggio sul ghiaccio. Perfino il Corso Italia, normalmente sede di tranquille passeggiate e shopping da parte dei turisti, diventa teatro di pericolosi inseguimenti e sparatorie.

Curiosità:

  • Bernard Lee, interprete di M nei film precedenti della saga, morì durante le primissime riprese, ed è per questo che il suo personaggio è “in licenza”.
  • Roger Moore dovette imparare a sciare appositamente per questo film; le sue scene più pericolose, tuttavia, furono comunque girate dall’esperta controfigura Willy Bogner.
  • Sheena Easton fu la prima cantante ad apparire nei titoli di testa di un film dell’Agente 007.